BLOG - Far quadrare il mondo su fogli volanti

Quadrato semiotico del musicofilo rock

Squadrati riapre le danze con un omaggio ai rockofili di tutti i quadranti: siete nostalgici, sperimentatori, radiofonici o indie? Sentitevi liberi di indignarvi per i grandi assenti, “il bello della musica è che quando colpisce non senti dolore”.

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32 Comments

  1. Bricolage says:

    io m’indigno per i Cani, mi è concesso?
    Come ce li hai ficcati ? ahahaha

    Approvo il post californicatio!

  2. [...] Quadrato semiotico del musicofilo rock - Squadrati riapre le danze con un omaggio ai rockofili di t… [...]

  3. [...] Julien Greimas e liberamente reinterpretato nel nuovo quadrato semiotico postato oggi sul blog di Squadrati. Gli appassionati del rock di tutti i tempi, anche se sarebbe più opportuno dire di tutti i [...]

  4. madpack says:

    simpatico, io mi sono situato quasi completamente nell’emisfero nord…

  5. GiulioL says:

    Mi piacciono tutti :)

  6. RiccardoP. says:

    Pearl Jam? System Of A Down?

  7. ale says:

    “colplay”?

  8. [...] Quadrato semiotico del musicofilo rock. Like this:Mi piaceBe the first to like this. [...]

  9. StSse says:

    Ma la pubblicità allo shop on line che c’azzecca?

    • SQUADRATI says:

      Non è uno shop online, è Rough Trade, piccolo tempio londinese della musica indie. Un posto dove andare portandoti una carta di credito (altrui) perché dopo che entri vorresti comprare il mondo

  10. Francesco says:

    Nostalgico tutta la vita!!! Il vero rock è finito negli anni ’70. :’(

  11. [...] Quadrato semiotico del musicofilo rock (via squadrati) – Da buono Squadrato quale sono non potevo non ribloggare su GoodbyeZero Il quadrato semiotico del musicofilo rock. [...]

  12. Biondo says:

    In effetti sarebbe stato impossibile inserire all’interno dei quadranti le centinaia di artisti o gruppi che hanno avuto un impatto sul mondo musicale, influenzando magari i gusti e le tendenze di milioni di persone…..certo però ignorare i Cure, i Genesis (o Peter Gabriel solista), i Depeche Mode, Jeff Buckley, ecc…ecc..
    Comunque io avrei posizionato in maniera diversa, in quadranti diversi, alcuni artisti….
    Nota al margine: avete messo gli Audioslave e Chris Cornell…e i Soundgarden no?!?!?!?!?!

  13. E il resto del progressive: Genesis (con / senza Gabriel), Jethro Tull.
    Azzardo io: Genesis con Gabriele sulla diagonale con i Kraftwerk, senza giù con i coldplay; i Tull a nord pieno.
    E i Pink Floyd sulla mezzeria tra novità e tradizione non ce li vedo?
    Molto piacevole edivertente, comunque, fare di tutto un diagramma cartesiano.

    • SQUADRATI says:

      Grazie! Sì i Genesis splitattati sù e giù ci stanno eccome. E lì sù ci sta anche tutto il kraut rock. Ma non abbiamo esagerato con i nomi perché fosse comprensibile e perché lo spazio è quello che è ;-)
      PS: l’unica nota: non è un diagramma cartesiano, ma un quadrato semiotico con su un mapping di marketing. Giusto per non far arrabbiare i semiotici più ortodossi ;-)

      • Prenso intasco e porto a casa. Ma i Pink Floyd equidistanti (semioticamente) da novità e tradizione, PROPRIO NO! E in fondo gli stessi Beatles e il Duca bianco.

        • SQUADRATI says:

          Eh però attenzione questo è il quadrato del musicofilo rock NON dei gruppi rock ;-) Il punto non è se i led zeppellin (ad esempio) sono innovativi. Lo sono stati, in parte, negli anni ’70. Il punto di questo quadrato è: “cosa cerca/chi è” l’ascoltatore che oggi li ascolta? è un nostalgico; è quello che poi ascolta Rolling Stones, Black Sabbath e che se scende un bel po’ sul radiofonico ascolta Bruce Springsteen. Invece il tizio che oggi ascolta i Pink Floyd può essere sì nostagico – ascolto una grande band dei bei vecchi anni ’60-’70 ecc. – ma è più spesso un ascoltatore che ama sperimentare, e che ascolta Can, Neu, Radiohead e compagnia bella… Il Duca Bianco, invece, è al centro non perché sia l’origine storica di tutto il rock (quello semmai è l’Elvis), ma perché ascoltarlo oggi si carica di diverse valenze: Bowie come classic rock (Ziggy stardust); Bowie come icona popular (Let’s dance), Bowie come padrino di ciò che oggi chiamiamo indie (Ashes to Ashes) e infine Bowe come sperimentatore di suoni elettronici e atmosfere kraut (trilogia berlinese). Non so se spiegandoci meglio sei più d’accordo, magari no eh, però intanto grazie per averci permesso di chiarire il punto ;-)

  14. eddie says:

    è vergognoso che manchino i pearl jam

  15. nena says:

    mi sento libera d’indignarmi per l’assenza degli oasis.

  16. Mi posiziono volentieri nell’omnicomprensivo cerchio che comprende tutto.
    A non c’è?! Beh, me lo faccio da solo

  17. Rainbow says:

    Veramente carino e divertente, ma… Oasis, Pearl Jam, Jeff Buckley, Cure e compagnia bella dove sono? Con tutto il rispetto per I Cani (!), avrei preferito trovare qualche nome così, tra gli altri.

  18. slenn says:

    Eliminerei Ligabue (nel senso fisico del termine!) e sposterei Pink Floyd e Joy Division nel riquadro degli sperimentatori, per il resto è un esperimento stuzzicante!

  19. Matteok says:

    Tristeeeeezza per favore vai viaaaaaaaa…

  20. fango says:

    io sono ovunque ma arrivo all’angolo radiofonico.
    fiuuuuu

  21. Scommetto che sei Indie perchè il quadrante in basso a destra è più “denso”. =)